”Esiste un confine invisibile tra l’uomo che timbra il cartellino alla Kenworth e il predatore che avrebbe terrorizzato lo Stato di Washington, un confine che si è delineato proprio tra le mura di casa. La doppia vita di Gary Ridgway non è iniziata sulle rive del silenzio inquietante dei suoi matrimoni falliti. Mentre il mondo vedeva in lui un marito devoto e un padre premuroso, nell’ombra della sua camera da letto prendeva forma un’oscurità fatta di agguati psicologici, violenza domestica e un bisogno patologico di controllo. In questo capitolo, analizzeremo come la frustrazione di un uomo comune si sia trasformata nel delirio di onnipotenza del serial killer più prolifico d’America.”
Un nuovo inizio: L’incontro con Marcia Winslow (1973)
Nel 1973, a soli 24 anni e con un divorzio alle spalle che lo aveva profondamente segnato, Gary Ridgway non era intenzionato a rimanere solo. Fu in quel periodo che conobbe Marcia Winslow, una ragazza di 22 anni (nata nel 1951). L’incontro avvenne in modo del tutto ordinario, lontano dai contesti torbidi che Gary già frequentava in segreto: i due si conobbero attraverso amici comuni durante alcune uscite di gruppo.
Marcia vide in Gary esattamente ciò che lui voleva proiettare: un giovane uomo serio, con un lavoro stabile alla Kenworth e un carattere riservato, quasi timido. Per Gary, Marcia rappresentava la “stabilità” necessaria per nascondere i suoi crescenti impulsi oscuri. La corteggiò con dedizione e, dopo una breve frequentazione, i due si sposarono nel dicembre del 1973.
Questa unione fu il pilastro della sua seconda vita. Marcia non solo gli diede la struttura familiare che lui cercava per apparire “normale” agli occhi della società, ma divenne la madre del suo unico figlio, Matthew, nato nel 1975. Per quasi dieci anni, Marcia visse accanto a uno dei predatori più feroci della storia americana senza mai sospettare nulla, convinta di aver sposato un uomo devoto alla famiglia e alla religione.

La maschera di Gary Ridgway: Il secondo matrimonio
Dopo il matrimonio, la coppia si stabilì a Des Moines, nello Stato di Washington, in una zona residenziale non lontana dalla Highway 99. Qui, Gary costruì la sua “fortezza” di normalità. La loro vita quotidiana era l’immagine stessa della routine suburbana americana degli anni ’70:
- Il Vicino Modello: Gary curava ossessivamente il giardino, teneva la casa in ordine e salutava i vicini con un sorriso timido. Era conosciuto come un uomo tranquillo che non causava mai problemi.
- La Devozione Religiosa: Insieme a Marcia, Gary iniziò a frequentare regolarmente la chiesa locale. Portava sempre con sé la Bibbia, piangeva durante le preghiere e cercava persino di convertire i colleghi della Kenworth. Per la comunità, era un uomo che aveva trovato la via della fede.
- Il Ruolo di Padre: Con la nascita di Matthew nel 1975, Gary appariva come un padre estremamente protettivo. Chi lo vedeva giocare con il figlio nel giardino di casa non avrebbe mai potuto immaginare che quegli stessi occhi, poche ore prima o dopo, stavano perlustrando i fossi della contea in cerca di luoghi dove occultare cadaveri.
Questa stabilità domestica fu la sua arma più letale. Marcia si fidava ciecamente di lui. Gary era un metodico: i suoi turni alla Kenworth erano regolari, tornava a casa sempre alla stessa ora e le sue uscite notturne venivano giustificate come momenti di preghiera solitaria o semplici giri in furgone per “sgranchirsi le gambe” dopo il lavoro.
In realtà, in quegli anni di apparente calma (1975-1981), Gary stava compiendo un’inquietante mappatura del territorio. Stava studiando le abitudini delle donne sulla Highway 99, i tempi di reazione della polizia e i sentieri isolati che conosceva fin da ragazzo. La sua vita a Des Moines non era una vita reale: era un alibi vivente.
La maschera di Gary Ridgway si incrina: L’escalation del desiderio
Mentre all’esterno Gary manteneva l’immagine del vicino ideale, all’interno del matrimonio con Marcia le dinamiche stavano cambiando in modo inquietante. Gary iniziò a manifestare ossessioni che la moglie faceva fatica a comprendere e assecondare:
- L’ossessione per l’aperto: Ridgway divenne dipendente dal fare l’amore in luoghi pubblici e isolati, nei boschi o vicino alle rive dei fiumi. Quello che per Marcia poteva sembrare un desiderio di avventura, per Gary era una “mappatura” dei suoi futuri territori di caccia. Portava la moglie nei luoghi dove poco dopo avrebbe portato le sue vittime.
- L’aumento della violenza: Il suo approccio divenne sempre più aggressivo e dominante. Non cercava più l’intimità, ma il potere. Questa violenza latente nel privato era il riflesso del disgusto che provava verso se stesso e verso le donne in generale.
- Il distacco emotivo: Proprio in questo periodo, Gary iniziò a “dividere” la sua mente. Poteva essere un padre amorevole con Matthew un momento prima, e un predatore violento con la moglie o con le prostitute un momento dopo.
Questa escalation dimostra che la “bolla di normalità” di Des Moines non poteva reggere. La pressione del suo odio interno era troppo alta: gli serviva un altro tipo di sfogo, uno che Marcia non poteva (e non doveva) dargli.
La Genesi del Predatore: Il Terrore come Eccitazione
Dopo la nascita di Matthew nel 1975, l’equilibrio della coppia subì un colpo letale. Marcia, giustamente assorbita dalle cure per il neonato e dai postumi del parto, non poteva e non voleva assecondare le insaziabili e sempre più bizzarre richieste sessuali di Gary. Questa privazione fece precipitare Ridgway in un baratro di frustrazione e rabbia.
Fu in questo periodo che Gary iniziò a testare un nuovo, macabro gioco psicologico. Iniziò a tendere dei veri e propri agguati alla moglie tra le mura domestiche: si nascondeva nel buio, dietro le porte o negli angoli della casa, balzando fuori all’improvviso per spaventarla a morte.
In quegli istanti, accadde qualcosa di definitivo nella mente di Ridgway:
- Notò che il sussulto di terrore, il respiro mozzato e lo sguardo terrorizzato di Marcia gli procuravano un’eccitazione sessuale immensamente superiore a un atto consenziente.
- Capì che non era più il sesso a dargli piacere, ma il potere assoluto sulla reazione di paura di una donna.
- Realizzò che il “momento della cattura” e la vulnerabilità della preda erano la sua vera droga.
Questa scoperta fu la sua condanna e quella di decine di altre donne. Gary comprese che per raggiungere il massimo piacere aveva bisogno di una vittima che lottasse o che fosse paralizzata dal terrore. Da quel momento, il passo verso lo strangolamento, l’atto finale di controllo totale sul respiro altrui, era ormai inevitabile.
Dall’ agguato al soffocamento: Il confine superato
Ciò che era iniziato come un macabro gioco di spavento si trasformò rapidamente in qualcosa di fisico e potenzialmente letale. Gary non si accontentava più di vedere il terrore negli occhi di Marcia; aveva bisogno di sentire la vita che lottava sotto le sue mani.
In diverse occasioni, durante quelli che dovevano essere atti di intimità, Gary passò il limite
- I tentativi di soffocamento: Durante il sesso, che era diventato ormai puramente violento e unilaterale, Ridgway iniziò a premere le mani o il cuscino sul volto di Marcia, bloccandole il respiro.
- La ricerca del limite: Non era un incidente, ma un esperimento. Gary osservava quanto tempo lei potesse resistere prima che il panico diventasse assoluto. Quando lei riusciva a liberarsi o lui decideva di fermarsi, Gary tornava istantaneamente “normale”, minimizzando l’accaduto come un gioco erotico un po’ troppo spinto o una goffaggine.
- La sottomissione totale: Per Gary, il sesso era diventato un rito di dominio. Vedere la moglie lottare per l’aria gli dava quel senso di onnipotenza che la vita (e sua madre) gli avevano sempre negato.
Marcia, in uno stato di confusione e probabilmente di negazione psicologica, non denunciò mai questi episodi. Ma per Gary Ridgway, il test era concluso: aveva capito che lo strangolamento era la sua firma. La casa di Des Moines era diventata il suo laboratorio, e sua moglie la cavia inconsapevole. Ormai, non gli restava che trasferire questa pratica all’esterno, dove non c’era bisogno di fermarsi prima dell’ultimo respiro.
Il Grilletto Finale: La Malattia e l’Esplosione dell’Odio
Nonostante la facciata di padre devoto e marito premuroso a Des Moines, Gary non era riuscito a soffocare i suoi impulsi. Continuava a frequentare segretamente le prostitute della Highway 99, vivendo in un costante stato di ansia e senso di colpa religioso.
Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, accadde l’evento che Gary interpretò come un segnale definitivo: contrasse per la seconda volta una malattia venerea.
Se l’infezione presa in Marina anni prima era stata uno shock giovanile, questa seconda volta fu vissuta come un’umiliazione insopportabile. Nella sua mente distorta, Gary non incolpava se stesso per aver tradito la moglie, ma proiettava tutta la sua rabbia sulle donne che frequentava:
- Le vedeva come “infettatrici” che minacciavano la purezza della sua casa e la salute della sua famiglia.
- Sentiva che il suo “rifugio sicuro” (il matrimonio con Marcia) era stato sporcato da loro.
- Il dolore fisico e la vergogna medica riattivarono il trauma mai risolto verso sua madre.
Questo fu il vero grilletto. Gary Ridgway smise di vedere le prostitute come semplici oggetti di piacere proibito e iniziò a vederle come parassiti da sterminare. La malattia divenne la sua giustificazione morale: ucciderle non era più solo un impulso, ma una “pulizia” necessaria. Poco dopo, nel luglio del 1982, Wendy Lee Coffield sarebbe diventata la prima vittima di questa missione purificatrice.
”Mentre le mura di casa diventavano il laboratorio segreto dei suoi impulsi, l’equilibrio precario della vita di Gary stava per spezzarsi definitivamente. Non era più una questione di se avrebbe ucciso, ma solo di quando il mondo esterno avrebbe conosciuto la sua vera natura. Con il naufragio del suo secondo matrimonio, l’ultimo freno inibitore venne meno: la maschera era ormai troppo stretta per contenere il mostro che Gary Ridgway aveva meticolosamente addestrato nell’ombra.”
1981 Il verdetto finale: Gary Ridgway è diventato un predatore
Nonostante i tentativi di Gary di mantenere la sua facciata di uomo religioso e padre di famiglia, Marcia non riuscì più a sopportare quell’ombra che sentiva crescere in lui. Nel 1981, il secondo matrimonio di Ridgway finì ufficialmente.
- La Casa Vuota: Per la prima volta dopo anni, Gary si ritrovò solo nella casa di Des Moines. Non c’era più nessuno da spaventare negli angoli, nessuna moglie da sottomettere. La solitudine divenne il catalizzatore della sua rabbia.
- Il Disprezzo per se stesso: Il secondo divorzio fu vissuto da Gary come l’ennesima umiliazione inflitta da una donna. Nella sua mente, il mondo femminile lo aveva rifiutato ancora una volta, proprio come aveva fatto sua madre.
- Dalla Casa alla Strada: Senza più il “freno” della presenza di Marcia e del piccolo Matthew, i suoi istinti non avevano più confini. La casa, un tempo teatro di agguati domestici, divenne la base operativa per pulire il suo furgone e pianificare le sue cacce.
“Con la firma del divorzio nel 1981, l’uomo che il mondo conosceva come un tranquillo operaio svanì per sempre. Gary Ridgway non era più un marito che lottava contro i propri impulsi, ma un cacciatore che aveva finalmente accettato la sua natura. La casa vuota non era più un rifugio, ma una base operativa; la Highway 99 non era più una semplice strada, ma il suo terreno di caccia. La genesi era completata. Il mostro che si era nutrito nell’ombra dei suoi matrimoni falliti era ora pronto a scrivere la pagina più nera della storia criminale americana. Il Green River stava aspettando il suo primo corpo.”